Gazzetta di Lucca
Gazzetta di Lucca
Settimanale che veniva pubblcato la domenica a partire dal 2 giugno 1901 (A. I, n. 1). Si tratta di una testata di orientamento monarchico liberale che, pur ispirandosi a concetti nazionali, non estendeva la propria opera al di fuori della provincia. Sorvegliava l'andamento degli enti locali e si occupava di agricoltura, di lettere, di scienze e di arti. A partire dal n. 1 dell'anno III, ingrandì il formato e aggiunse il sottotitolo "Giornale politico amministrativo settimanale". Dal n. 1 dell'anno XVI (1916) cominciò a essere stampato presso la tipografia Lippi e dal n. 1 dell'anno XVII alla tipografia Casini. Dopo il 1920 la pubblicazione del settimanale fu meno regolare tanto che durante tutto l'anno uscirono solo ventisette numeri; l'anno successivo, a causa di difficoltà finanziarie il primo numero uscì solo il 18 aprile, per un totale di sei numeri fra aprile e maggio: viste le elezioni imminenti, si adoperò per sostenere il blocco nazionale dell'Unione democratica. Il n. 6 dell'Anno XXI, 11 maggio 1921, è anche l'ultimo numero uscito della testata.
Il Figurinaio
Il Figurinaio
Si pubblicava a Lucca "tutte le domeniche e un altro giorno se gli pare" nella tip. Canovetti, diretto da Carlo Paladini ed era un giornale di carattere liberale – democratico e anticlericale. “Eminentemente lucchese e ferocemente campanilista” avrebbe difeso “gl’interessi più seri, più trascurati della città, del comune, della provincia” combattendo tutti quelli che avessero tentato d’inquinare comunque la vita pubblica, Fedele al suo programma il giornale era in continue polemiche coi “savi” del palazzo Santini, col Progresso o coll’Esare; pubblicava articoli che sotto la veste umoristica nascondevano il biasimo, ampie cronache, versi. Il Figurinaio visse, con gli stessi caratteri, sette anni e l’ultimo numero che porta l’avviso di sospendere la pubblicazione per qualche tempo causa un’assenza del direttore è il 30° del 28 luglio 1895, A. VII.
Il fulmine secondo
Il fulmine secondo
Settimanale che cominciò a essere pubblicato a partire dal 1874 (A. I, n. 1, 19 aprile 1874). Subentrò a «II fulmine» (da qui «Il fulmine secondo») il cui ultimo numero risaliva al 24 aprile 1873 e in principo usciva due volte alla settimana: il mercoledì e il sabato, poi il mercoledì e la domenica; a partire dal 1878, per mancanza di fondi, cominciò a uscire soltanto la domenica. Come la testata che doveva sostituire, era ispirato a ideali democratici e si poneva in chiara opposizione agli orientamenti dell'Amministrazione Comunale. Col n. 15 dell'anno V, 25 febbraio 1877, il giornale sospese per un mese la pubblicazione in vista del trasloco della tipografia; dal 25 marzo dello stesso anno cominciò a essere stampato a Lucca nella tipografia Baccelli fino al n. 42. Poi la pubblicazione fu nuovamente sopesa sia per ragioni economiche sia di politica locale fino al 23 settembre, quando cominciò a essere stampato a Pietrasanta presso la tipografia Apuana in formato più grande. Solo col n. 49 del 18 novembre 1877 tornò a essere stampato a Lucca nella tipografia Benedini col precedente formato. Infine a partire dal n. 1 dell'anno seguente, 9 gennaio 1878, fu pubblicato a cura della tipografia lucchese L'Indipendenza, in formato più grande, con regolarità fino al n. 7 del XXXVI anno, 19 marzo 1905, che rappresenta l'ultimo numero del periodico.
Il progresso
Il progresso
Settimanale fondato da Francesco Carrara, presidente dell'Associazione politica progressista, che usciva con cadenza settimanale ogni sabato a partire dal 21 ottobre 1876 (A. I, n. 1). Di idee democratiche, in quanto organo dell'Associazione, riteneva che "sotto la forma monarchica costituzionale i principi di libertà sanzionati dallo Stato del regno, avessero nella loro pratica applicazione il più largo svolgimento dell'ordine politico economico ed amministrativo". Riportava oltre a notizie locali, anche notizie italiane e, in seguito estere. In corrispondenza dei periodi di elezioni, per poter esercitare più efficacemente la propria influenza, pubblicava dei supplementi. A partire dal n. 18 dell'anno VIII, 5 maggio 1883, fu ingrandito il formato; poi col n. 1 dell'anno XXII, 1897, mutò il sottotitolo in "Foglio settimanale" ripristinando il formato più piccolo. Il formato più grande venne infine ripreso dal n. 1 dell'anno XXX, 1905. Uscì regolarmente fino all'anno XXXIX; l'ultimo numero risale al 3 ottobre 1914 (A. XXXIX, n. 40).
L'Esare
L'Esare
Quotidiano (usciva tutti giorni tranne i successivi alle feste) di manifesti principi cattolici. Fu fondato da Lorenzo Bottini nel novembre del 1886 (A. I, n. 1, 24 novembre 1886) e in principio veniva pubblicato due volte la settimana, il mercoledì e il sabato, in formato piccolo. A partire dal n. 1 dell'anno VIII, 1894, divenne quotidiano e dal febbraio 1910 fu ingrandito anche il formato. Il giornale continuò a essere pubblicato regolarmente fino all'ultimo numero dell'anno XXX, 31 dicembre 1916. Con il primo numero del 1917, pur continuando a mantenere il suo nome, cominciò a essere stampato a Pisa, fuso con il «Messaggero toscano» dell'Unione Editoriale Italiana.
L'indipendente
L'indipendente
Si pubblicava a Lucca, nella tip. Angelini e s’ispirava a principi di verità e giustizia. Aveva in politica di mira la libertà e il benessere della patria; nelle questioni amministrative “combatteva ogni sperpero del pubblico danaro, invigilando pel retto andamento di tutte le amministrazioni” specialmente quelle della provincia. Riportava inoltre notizie politiche estere e cronaca che divenne man mano più estesa. Col n. 35 dell’A. I, in seguito alle dimissioni del direttore, il giornale divenne settimanale e col n. 54 passò a stamparsi, sempre a Lucca, alla tip. Benedini aggiungendo al sottotitolo “Giornale settimanale politico” l’aggettivo “postale” perché pubblicava molti articoli relativi al servizio postale. Col n. 32 dell’A. III aggiunse al sottotitolo di “giornale settimanale politico” “ufficiale per gli atti dell’Associazione elettorale liberale” e col n. 37 dell’A. IV passò a stamparsi, ancora a Lucca, alla tip. Canovetti, dove rimase fino alla fine. L’Indipendente terminò la pubblicazione, affidando la continuazione della propria missione al Figurinaio, col n.52 dell’A. IV, 28 dicembre 1889.
La nova singaresca
La nova singaresca
Gazzetta caratterizzata dallo spirito umoristico e pungente tipico della «Zingaresca» di cui fu la continuazione. Non aveva un preciso orientamento politico, al contrario era "ispirato solo a sentimenti di imparzialità, di giustizia e propugnatore degli interessi generali della nostra Lucca". Uscì per la prima volta mercoledì 21 settembre 1910 a cui seguì, durante l'annata I, una seconda uscita il 28 settembre. A partire dal n. 14 dell'anno II, 6 aprile 1912, «La Nova Singaresca» si chiamò «Lucca - La nova Singaresca "giornale della Provincia"» e cominciò a perdere il carattere faceto. Fu pubblicato regolarmente fino al n. 45 dell'anno III, 20 novembre 1912 poi ebbe un'interruzione fino all'anno seguente quando l'11 ottobre 1913 uscì il n.1 dell'anno IV seguito da altri tre, fino a terminare col n. 4 del 22 ottobre 1913. Syampati dalla tipografia Croccolo gli ultimi quattro numeri uscirono in occasione delle elezioni con il titolo mutato in «La nuova Zingaresca "giornale della Provincia».
La Provincia di Lucca
La Provincia di Lucca
Si pubblicava a Lucca, nella tip. Cheli, per il desiderio che anche “Lucca abbia finalmente un giornale che possa tutelarne gli interessi materiali e morali colla franca espressione dei suoi veri e legittimi bisogni” Trattava questione amministrative provinciali, si occupava dei provvedimenti necessari al capoluogo e provincia, riportava notizie di letture accademiche, atti governativi, note statistiche, resoconti di adunanze, comprendeva insomma tutta la vita della provincia in ogni sua manifestazione. Col n. 1 dell’A. IV il “Foglio settimanale” divenne, migliorato, “Giornale ufficiale per gli atti amministrativi e giudiziari della Provincia e della Corte d’Appello di Lucca” e si stampò i mercoledì e il sabato, nella tip. Benedini. Col n.1 dell’A. V, 1875, tornò a stamparsi alla tip. Cheli e con l’A. VII si chiamò semplicemente La Provincia di Lucca e si stampò soltanto il mercoledì. Dall’Anno XI la pubblicazione non fu regolare e il giornale usciva ogni 15 giorni, ogni mese, qualche volta ogni due, finché con l’8 settembre 1892, A. XXII, n. 1, riprese, con l’indirizzo politico di carattere liberale, la pubblicazione settimanale per potare una nota “equa, imparziale e serena” nell’imminente dibattito delle elezioni politiche. Per il breve periodo la pubblicazione fu regolare, ma nell’anno seguente, XXIII, se ne pubblicarono soltanto sette numeri: ultimo posseduto il 7°, segnato 24° per la numerazione continua, del 5 settembre 1893.
La rassegna lucchese
La rassegna lucchese
Mensile che aveva lo scopo di raccogliere "gli studi sulle nostre glorie passate e presenti" essere "campo aperto a belle intelligenze non sempre note ed apprezzate e far conoscere il lavoro dei concittadini anche lontani". Cominciò a essere pubblicato nel novembre del 1903 (a. I, n. 1) e a partire dal n. 1 dell'anno VI, marzo 1907, passò a essere stampato presso la tipografia lucchese Landi e la direzione fu assunta da Angelo Ragghianti. Ma di questa annata, che risulta essere anche l'ultima, oltre al numero appena citato resta solo il n. 3 del maggio stampato a Città di Castello nella Scuola tip. Cooperativa.
La sementa
La sementa
Settimanale di orientamento socialista che fu pubblicato ogni sabato a partire dal 25 dicembre 1900 (Anno I, n. 1). In quanto organo della Federazione Provinciale Socialista si proponeva di "contribuire all'elevamento del proletariato lucchese, infondere in esso la sicura coscienza dei destini della propria classe, farsi eco dei suoi bisogni, propugnare validamente i suoi interessi e le sue aspirazioni". La testata uscì con regolarità fino a tutto l'anno V (31 dicembre 1904, n. 53), poi si interruppe per riprendere il 21-22 dicembre 1907, ancora con l'indicazione anno V, "soprattutto per volontà, ripetutamente manifestata, delle organizzazioni operaie". Da questa data fu pubblicato regolarmente fino a tutto l'anno XII ma dopo le elezioni politiche sfavorevoli per il partito socialista s'interruppe nuovamente col n. 52del 28 dicembre 1913, per riprendere "più battagliero e rosso" il 5-6 luglio 1919 con l'indicaziona Anno XIII e il sottotitolo "Giornale settimanale socialista lucchese". In questi anni i primi otto numeri furono stampati presso la tipografia Giusti, i numeri da 9 a 28 presso la tipografia Landi e a partire dal n. 29 del 14 agosto 1920 di nuovo presso la tipografia Giusti col sottotitolo Versilia - Risveglio "Organo della Federazione Provinciale Socialista lucchese. Nonostante le difficoltà finanziarie, uscì con regloarita per tutto il 1920 ma la pubblicazione cessò col n. 47 del 25 dicembre di quell'anno, numero di sole due pagine per mancanza di carta.
La Sferza
La Sferza
dal 27/09/1891 al 31/01/1892, 5 numeri. Dall’aprile 1892 sarebbe divenuta una rivista trimestrale e si sarebbe occupata esclusivamente di letteratura ed arte lucchese.
La squilla
La squilla
Settimanale di orientamento cattolico che intendeva "destare i dormenti" e rivolgersi a tutte le classi ma in special modo alle più svantaggiate: ai lavoratori della campagna e dell'officina. Si occupava di questioni locali, religiose, civili ed economiche e uscì regolarmente per tre anni a partire dal 9 gennaio 1904 (A. I, n.1). Cessò la pubblicazione al n. 26 dell'anno III, del 30 giugno 1906, con l'intento di trasformarsi in periodico catechistico ritenendo che la restaurazione religiosa del popolo potesse avvenire unicamente grazie al catechismo cattolico.
La torre delle ore
Giornale settimanale della Città e Provincia di Lucca. Dal 1917 fino al 1926. Si pubblicava a Lucca e si occupava di fatti “più salienti e più importanti della vita italiana e specialmente cittadina”. Rispecchiava il movimento politico, amministrativo, economico, intellettuale, morale ed artistico del paese portandovi il proprio contributo.
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